domenica 8 febbraio 2009

Luca Foresti ha scritto sul sito del PD di Bologna venerdì 06 febbraio 2009:

Se il PD fosse un partito di un paese evoluto normale, i tre leader che in questo momento raccolgono consenso tra i suoi elettori, ovvero Bersani, Soru e Veltroni, si presenterebbero alle primarie di Ottobre (la parola congresso non esiste nello statuto, quindi non ci resta che le parole li definite, ovvero primarie). Come è successo nelle elezioni di del 2007 si creerebbero liste a sostegno dei candidati che vanno a creare assemblee regionali e nazionali ( a meno che una parte del partito non riesca a cambiare lo statuto nel frattempo).
Bersani ha detto che ha fatto una cavolata a non presentarsi la scorsa volta. Spero che Soru non debba dire la stessa cosa tra due anni e che quindi molto tranquillamente prenda atto che c'e' una parte consistente di elettori del PD che vede in lui una persona degna di guidare il PD e che si presenti. E spero che ognuno dei tre non cerchi sponde politiche sicure ma si metta in gioco provando a delineare 3 alternative alla linea strategica per i prossimi 3 anni chiara, intellegibile e credibile in termini di forza politica del vincitore. Unico peccato è che nel frattempo non vi sia una donna che abbia consensi tali da presentarsi come leader del partito.
Ma la domanda è: siamo un Partito normale? Oppure cominceranno i balletti e gli psicodrammi degli innamorati del centralismo democratico che vorrebbero traghettare il partito dall'alto verso lidi che neanche loro hanno chiaramente in testa?
Il tempo risponderà a questa domanda, perché i dirigenti attuali sicuramente non lo faranno.

2 commenti:

  1. Sono molto d'accordo con le considerazioni di Luca e mi permetto per questo di “rilanciarle”.

    Siamo un partito all'opposizione, quindi senza dirette responsabilità quotidiane di gestione della cosa pubblica nazionale.

    La situazione del paese da un punto di vista culturale, politico e morale è allo sfacelo.

    I dirigenti centrali del nostro partito si comportano come l'equipaggio di una barca a remi in cui ogni rematore tira da una parte diversa, col risultato della paralisi di iniziativa.

    Non si può pensare che ora non è tempo per discutere, se mai non è il tempo per le incertezze!

    Le ronde padane legalizzate non ricordano forse altre ronde di altri tempi da cui sono nate delle “milizie”? A questo proposito non è forse vero che a quei tempi ci furono dei dirigenti politici che ritennero di poter trattare con chi dirigeva quei “ragazzi”? Non è forse vero che altri dirigenti erano intenti a discutere sulla collocazione internazionale del partito? Vogliamo anche noi avviarci verso nuove riforme come quelle del 1926?

    Lo scontro istituzionale in atto sembra voler preludere a “riforme” di questo genere.

    Io credo che dobbiamo rispondere diversamente da come fecero i dirigenti di centro-sinistra di allora. Credo che dobbiamo scegliere un gruppo dirigente nuovo, eletto a maggioranza, passibile di essere eventualmente sostituito al termine del mandato, ma assolutamente riconosciuto da tutto il partito (di scissioni il nostro paese ne ha viste abbastanza!). La scelta è urgente.

    Marco Marchetta

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  2. Capita anche a me di trovare nel PD incertezze, scarsa incisività mancanza di carattere e quindi delusione negli elettori. Quando poi mi chiedo cosa "fa presa" sugli elettori stessi, la risposta è "risultati nel breve termine" La fretta però non è amica della qualità. La costruzione del ns partito è stata lunga partecipata e non ancora terminata. Il partito del predellino è stata più veloce, e ha dato anche risultati (elettorali) ma la qualità è pessima e deleteria per il Paese! Le ns scelte di opposizione responsabile e propositiva, di rigore morale, rinnovo/svecchiamento dei dirigenti,laicità, solidarietà, rispetto delle istituzioni,... sono scelte lungimiranti che porteranno frutti. La strada imboccata a mio parere è quella giusta! la metodologia pure. Manca coesione forse perchè è diffuso fra noi un senso di impotenza nei confronti di quello che a volte ci sembra uno schiccia-sassi ma i proclami, le ingiustizie, a lungo termine non pagheranno! Dobbiamo avere fiducia nella intelligenza delle persone e nella validità delle idee. Gianni Parisi

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